giovedì 1 settembre 2016

Riparazioni, l'inchiesta della DAT-Italia

Secondo appuntamento per la ricerca DAT-Italia sulla giungla delle riparazioni: quando davvero conviene sostituire il pezzo e quando aggiustarlo, senza dimenticare la sicurezza complessiva dell’auto? Qui si scontrano due logiche opposte: l’assicurato, che non paga la riparazione, vorrebbe sempre il pezzo nuovo, la compagnia di assicurazione, invece, se il costo del ricambio è alto tende a preferire il recupero del vecchio pezzo, sistemato a regola d’arte.
E la corretta gestione di questa piccola Jungla potrebbe portare a enormi risparmi: riparare a volte e più costoso che sostituire i pezzi o viceversa. Ma non sempre si effettua la scelta giusta. La tabella che riportiamo in allegato parla chiaro. Ed è facile capire come una “fetta” importante di queste spese potrebbe essere risparmiata. Il totale “onere per sinistri” pagato dalle assicurazioni nel 2015 per danni materiali è stato infatti di € 3,7 miliardi (totale materiali+persone=€11mrd, fonte ANIA), con un valore medio dei sinistri Rc per danni materiali di 1.897 euro.
Significa che con una corretta gestione delle riparazioni si potrebbe risparmiare sul premio che paga l’automobilista, si potrebbe far guadagnare il giusto profitto ai carrozzieri ed anche alle assicurazioni (che hanno anche costi alti sia per oneri dei sinistri, ma anche per la sola gestione dei sinistri). In fondo si tratta di 3,7 miliardi di euro per danni materiali RC pagati …. E non sono pochi...

Secondo l’analisi della DAT-Italia, sembrerebbe che, nell’ambito della stessa logica assicurativa, per danni alla parte anteriore non sempre conviene riparare (specialmente per tariffe medio alte). Mentre per danni alla parte posteriore converrebbe sempre riparare.
Secondo l’analisi della DAT-Italia per le riparazioni sulla parte anteriore dell’auto conviene sostituire le parti danneggiate, per quella posteriore invece si può seguire la strada del ripristino.
Va detto che secondo le case costruttrici - per le tre fasce (30-50-70 euro/ora) - mediamente costo della manodopera per la sostituzione incide dal 20 al 45% sul costo totale della riparazione, mentre per le assicurazioni lo stesso costo va dal 37 al 60% del totale.
Ma effettuare la riparazione a tutti i costi invece che la sostituzione, potrebbe creare problemi di sicurezza? “Probabilmente si, spiega l’ingegner Antonio Coppola, direttore generale della DAT-Italia – anche se finora nessuno si è mai posto il problema. Riparazioni a componenti strutturali, anche se fatte bene, potrebbero nascondere indebolimenti alla struttura e diminuzione della rigidezza torsionale del veicolo. Come tutti sanno, la scocca è un guscio e tutte le sue parti, compreso il parabrezza, contribuiscono alla resistenza del veicolo durante le sollecitazioni indotte dalla strada. Per saperlo con certezza basterebbe misurare la rigidezza torsionale con semplici attrezzature (banco e martinetti) durante la revisione del veicolo. Chissà quante sorprese!”.
Per questa analisi della DAT-Italia - azienda leader europea nello sviluppo di banche dati e sistemi mirati a calcolare i costi di riparazione e le valutazioni dei veicoli usati, unica società a mettere a disposizione entrambe le metodologie di calcolo e banche dati nello stesso sistema - sono state messe a confronto 4 tipologie di riparazione tra le più frequenti a seguito di incidenti, da cui risulta un costo medio molto vicino a quello dichiarato dall’ANIA. E questo per le 7 auto più vendute negli ultimi 5 anni. Inoltre sono state messe a confronto due tipologie di logiche di riparazione e banche dati: quelle dei costruttori di auto (cioe’ porto l’auto dal riparatore che espone il marchio della mia auto) e quelle assicurative.