mercoledì 7 dicembre 2016

Il mercato dell'auto supera i 2 milioni

Nel 2017 verranno immatricolate in Italia 2.031.000 autovetture con una crescita dell’11% sulle 1.830.000 immatricolazioni previste per il 2016, mentre nel 2018 si toccherà quota 2.150.000 (+5,9%), livello, questo, che può essere considerato fisiologico per il mercato italiano. Lo ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, nella conferenza stampa organizzata in occasione del Motor Show di Bologna che sabato 3 dicembre aprirà al pubblico la sua 40ª edizione.

Per effetto della crisi economica il mercato italiano dell’auto aveva subito un calo molto severo. Con l’avvio della ripresa dell’economia anche il mercato dell’auto ha invertito la tendenza e, dopo una modesta crescita nel 2014, ha conosciuto tassi di incremento a due cifre nel 2015 e nel 2016. Questi positivi risultati sono dovuti allo scaricarsi sul mercato della domanda di sostituzione insoddisfatta accumulatasi durante la crisi. La regolare sostituzione delle auto, nella fase più grave della crisi, era stata infatti rinviata sia per l’impatto del calo del Pil, sia, ed ancor più, per il timore che il futuro riservasse sviluppi più negativi di quelli che si erano visti prima dell’inversione di tendenza.

Con la ripresa dell’economia gli italiani hanno dunque ricominciato ad acquistare auto attingendo ai risparmi strenuamente difesi durante la crisi ed anche al credito al consumo. Un elemento molto importante che ha consentito la ripresa è stato comunque il fatto che il Pil negli ultimi anni, nonostante il calo subito nella crisi, ha avuto una consistenza in valore assoluto superiore a quella di anni in cui gli acquisti avevano toccato livelli decisamente più alti di quelli attuali. In particolare il Pil del 2016 supererà del 5,6% la media del periodo 1996-2000 in cui vennero immatricolate 2.243.000 vetture all’anno e questo dato è molto importante perché, insieme al permanere di un forte contingente di domanda di sostituzione insoddisfatta e alle attese di prosecuzione della ripresa dell’economia, è tra gli aspetti di fondo su cui si basa la previsione per il 2016 il 2017.

Gian Primo Quagliano ha poi fatto giustizia di alcune “leggende metropolitane” sulla saturazione del mercato italiano e sulla disaffezione dall’automobile, fornendo dati sul fatto che il parco circolante continua a crescere (+0,7% nel 2015) e citando ricerche dell’Isfort da cui emerge che dal 2008 al 2015 la quota degli spostamenti motorizzati è passata dal 79,5% all’81,6% e quella dei mezzi pubblici è scesa invece dal 12,6% all’11,9%, mentre al vertice della graduatoria per gradimento dei mezzi di trasporto si sono saldamente mantenuti l’auto e la moto. Per quanto riguarda infine l’impatto della mobilità condivisa (sharing mobility), Quagliano ha affermato che car sharing, car pooling e ride sharing (servizi come Uber) non hanno finora avuto alcun impatto sul mercato italiano dell’auto, se non per l’acquisto di più auto per costituire la flotta in car sharing. In futuro l’impatto sarà comunque contenuto perchè non è detto che il car sharing determini l’abbandono dell’auto privata. Con il taxi, che è una forma di car sharing con autista più comodo e non sempre più caro, non è stato così. Il car pooling e il ride sharing determinano poi un impiego dell’auto meno costoso con un possibile impatto negativo sull’utilizzazione di mezzi pubblici e inoltre un uso più intenso dell’auto e quindi una possibile accelerazione della domanda di sostituzione.

Concludendo la sua relazione, Gian Primo Quagliano ha affermato che l’avvento dell’auto elettrica e dell’auto a guida autonoma saranno una nuova primavera per l’automobile. L’automobile resterà centrale nella mobilità e l’impatto della rivoluzione tecnologica che la sta investendo accelererà la domanda di sostituzione e l’interesse del pubblico. Lo scenario che si presenta è quindi di buon auspicio per il nuovo Motor Show di Bologna che continuerà a seguire con grande impegno e passione “le magnifiche sorti e progressive” della macchina che ha cambiato il mondo e che ancora lo cambierà.