giovedì 9 febbraio 2017

Quando l'accessorio diventa un diamante...



A scorrere la tabella della nuova analisi mensile della Dat-Italia (azienda leader a livello europeo nella gestione delle quotazioni dell'usato e dei listini del nuovo) c’è da non credere ai propri occhi: lo studio sulle follie degli optional più costosi va dai 36.000 euro della poltrona Frau per l’Audi A8 ai 21.000 euro delle vernici speciali della Mercedes G station 4x4, per non parlare poi dei 10.000 euro necessari per montare il cambio a innesti frontali sulla 500 Abarth 695 Biposto o dei freni carboceramici sempre intorno a 10.000 euro.

Sono accessori costosissimi che possono maggiorare il prezzo dell’auto dal 10 al 25%. E che – da soli – valgono più di una un’auto nuova di segmento A, B o addirittura C o D.

Sapersi districare nella selva degli optional e’ diventato uno sport per chi deve acquistare un auto nuova. Molti concessionari utilizzano le opportunità messe a disposizione dalle case costruttrici di auto per migliorare il fatturato sfruttando l’estrema personalizzazione del veicolo per il cliente esigente.

“Una scelta apparentemente folle che comunque i costruttori devono offrire per tutte le tasche degli automobilisti – commenta l’ingegner Antonio Coppola direttore generale di DAT-Italia- e che il mercato apprezza quando si acquista con entusiasmo un auto nuova. La delusione scatta quando si cerca di vendere l’auto usata perché non sempre gli operatori sanno verificare la presenza ed il prezzo di accessori acquistati a prezzo pieno: spesso non hanno gli strumenti giusti per l’identificazione del veicolo (VIN o telaio per esempio). Ciò comporta una svalutazione eccessiva ed ingiustificata del valore economico e percepito dell’auto usata vanificando gli sforzi tecnologici dei costruttori di auto. Non a caso come Dat-Italia abbiamo lanciato le quotazioni personalizzate con l’elenco preciso degli accessori montati in origine”.