giovedì 8 febbraio 2018

Così il Centro Studi Promotor analizza il mercato dell'auto

In gennaio sono state immatricolate in Italia 177.822 autovetture con un incremento sullo stesso mese del 2017 del 3,36%. Si tratta di un risultato in linea con le previsioni formulate dal Centro Studi Promotor per il mercato auto, che, dopo le crescite del 16% sia nel 2015 che nel 2016 e dell’8% nello scorso anno, nel 2018 dovrebbe crescere ancora, ma con un tasso di sviluppo più contenuto (+4%). Il risultato di gennaio risente della frenata di alcune case automobilistiche sui km zero e comincia anche ad essere influenzato dalla tendenza al rinvio delle decisioni di acquisto importanti che generalmente si manifesta in coincidenza con appuntamenti elettorali decisivi, come è quello del 4 marzo prossimo.

L’incertezza del quadro politico ha d’altra parte già influenzato anche il clima di fiducia determinato dall’Istat per le imprese il cui indice in gennaio è sceso a quota 105,6 da 108,7 di dicembre, mentre una contrazione più contenuta si è avuta per il clima di fiducia dei consumatori (da 116,6 a 115,5). Ed anche il clima di fiducia degli operatori auto, determinato dal Centro Studi Promotor, in gennaio accusa un calo (da 44,6 di dicembre a 39,3 di gennaio). La fiducia degli operatori auto è stata influenzata, oltre che dall’incertezza del quadro politico anche dal mancato rinnovo dei superammortamenti per l’acquisto di autovetture strumentali. In ogni caso, le previsioni degli operatori intervistati a fine gennaio dal Centro Studi Promotor sono sostanzialmente positive: il 64% prevede domanda stabile sui buoni valori attuali, mentre il resto si divide equamente tra coloro che esprimono attese di rafforzamento della domanda e coloro che invece ne ipotizzano un indebolimento.

Il mercato dell’auto può comunque contare sulla tenuta della ripresa ed anzi, probabilmente, su un suo rafforzamento sia nel mondo che in Italia, come ha previsto recentemente il Fondo Monetario Internazionale. Tra l’altro, gli ultimi dati diffusi sull’occupazione nel nostro Paese indicano una tendenza al miglioramento. In dicembre il tasso di disoccupazione è sceso ulteriormente portandosi al 10,8%, valore che non si vedeva dal 2012.

Va poi segnalato che in Italia è ancora elevata la quota di domanda di autovetture insoddisfatta accumulatasi durante la crisi che il Paese si è lasciato alle spalle a partire dal 2015. E a ciò si aggiunge che la fortissima innovazione che sta interessando l’offerta di autoveicoli esercita una forte pressione sulla domanda anche in Italia. Sulla base di queste considerazioni, il Centro Studi Promotor conferma le sue previsioni per il mercato automobilistico italiano e cioè 2.050.000 immatricolazioni nel 2018 e 2.200.000 nel 2019.